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40 MILIONI DI NUOVI SCHIAVI

A cinque anni, rimasto orfano, Kobina è stato trascinato dallo zio sul lago Volta, in Ghana, per lavorare dieci ore al giorno al servizio dei pescatori: solo sette anni dopo è riuscito a fuggire, riprendendosi la sua infanzia. Rafael Ferreira da Silva, invece, ha trascorso l’intera adolescenza a zappare la terra in una fattoria nel Mato Grosso, in Brasile, per ripagare un debito di famiglia. Si è liberato a diciassette anni, e oggi studia ingegneria all’università. Dall’altra parte del mondo, in Francia, Henriette Siliadin è stata trafficata a quattordici anni dal Togo per fare la domestica senza paga né documenti, rovinata dalle botte, finché ha avuto il coraggio di denunciare. La schiavitù non è una vergogna di epoche estinte, come ha rivelato l’inchiesta della Cnn sui mercati di esseri umani in diverse città della Libia. Ma il fenomeno ha dimensioni molto più ampie. Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo), nel mondo i nuovi schiavi raggiungono oggi i quaranta milion…

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