venerdì 24 luglio 2015

QUANDO TINA DUETTAVA CON JANIS

Foto Amalie R. Rothschild
Dal festival di Newport a Tanglewood, da Woodstock all’isola di Wight, fino alle performance musicali dalle scenografie psichedeliche che animavano il mitico Fillmore East di New York, al numero 105 della second Avenue. È un viaggio nella rivoluzione rock di fine anni Sessanta, la mostra fotografica di Amalie R. Rothschild inaugurata a Pontassieve, in Toscana. Da tempo è la regione d’adozione di quest’artista americana originaria di Baltimora che dal ’68 al ’71 fu la fotografa “unofficial” del Fillmore di Bill Graham, dove ritrasse tanti dei più grandi musicisti che segnarono la storia del rock e non solo: Janis Joplin, Tina Turner, Miles Davis, Bob Dylan, Santana, Frank Zappa, Jimi Hendrix, Joni Mitchel, Allman Brothers Band...

giovedì 16 luglio 2015

IL LATO FEMMINILE DEL CACAO

Foto di Francesco Zizola
Durante le notti insonni nel silenzio umido della foresta a perdita d’occhio, Solange coltivava un pensiero fisso tentando di affrancarlo dai contorni nebbiosi del sogno: capovolgere il destino delle donne, le mogli dei coltivatori di cacao. Ripassava, uno per uno, i loro volti refrattari al sorriso, che l’affanno e l’invisibilità invecchiavano prima del tempo. Le guardava all’alba spazzare i cortili delle case in terra cruda, prendere il cammino del pozzo, cucinare il pranzo e portarlo ai mariti nella piantagione sotto il sole allo zenit, fermandosi anche loro a raccogliere i frutti di cacao, le cabosse giallo-viola, fino alle avvisaglie del tramonto. Le sorprendeva ancora operose la domenica, le teste chine decorate di treccine e ciocche rosso fuoco, dedite a un’arte tutta femminile: bruciare i gusci di scarto del cacao, mischiare la cenere all’olio di palma e ricavarne saponette brune e rettangolari. “Quel sapone rappresentava la loro dignità” dice Solange “la pulizia, la femminilità. Il no delle donne, simbolico ma chiarissimo, alla miseria e al degrado. Eccola, l’idea giusta: era sempre stata lì, sotto ai miei occhi. Dovevo solo realizzarla”.

martedì 23 giugno 2015

IL BENESSERE SOCIALE A MISURA DI DONNE E BAMBINI

Fortaleza, Brasile, favela di Conjunto Palmeiras, marzo 2015.

Per la prima volta, una ricerca mette in relazione i diritti dell’infanzia e la parità di genere per misurare la qualità di vita in 167 Paesi del mondo. E l’Italia ne esce con molte ombre.

Per misurare il benessere di una società, la qualità di vita e le opportunità che offre ai suoi cittadini, bisogna osservare le donne e i bambini: sono loro le cartine di tornasole per leggere il presente e pianificare gli interventi futuri. È la premessa, del tutto nuova, di una corposa ricerca che questa mattina la ong WeWorld ha presentato al ministero degli Esteri. Si chiama WeWorld Index 2015 e, attraverso 34 indicatori suddivisi per 7 grandi temi (dalla salute all’educazione, dalla situazione ambientale all’accesso all’informazione), stabilisce un’interconnessione tra i diritti dell’infanzia e la parità di genere, allo scopo di disegnare il quadro delle condizioni di vita in 167 Paesi del mondo.

venerdì 12 giugno 2015

UN SEME PUÒ SALVARE IL MONDO



"Mentre le multinazionali affamano il pianeta, le donne che lavorano nei campi producono tanto con poco" dice Vandana Shiva.
A tu per tu con la studiosa indiana che coniuga ecologia e femminismo

L’inseparabile sari colorato, l’abito tradizionale indiano, avvolge di un’eleganza senza tempo questa signora vivace e facile al sorriso. Ma di Vandana Shiva ti colpisce prima di tutto lo sguardo: limpido, aperto, ricco del fascino dei grandi visionari. E lei, parlandoti, ti guarda dritto negli occhi come se avesse già intercettato la tua anima.
Incontriamo l’icona dell’ambientalismo mondiale alla Libreria delle Donne di Milano: una pausa tutta al femminile tra gli eventi che l’hanno portata a Expo 2015 in veste di ambasciatrice dell’agricoltura familiare, rispettosa dei cicli della natura, della varietà dei semi e della dignità delle persone, contrapposta alle multinazionali che impongono monocolture, Ogm e chimica “puntando solo al profitto e affamando il mondo con i brevetti”, denuncia Vandana.

giovedì 4 giugno 2015

L'ARTE ESTREMA DI REGINA JOSÉ GALINDO


A Palermo, la mostra antologica Estoy viva ripercorre le più scioccanti performance dell'artista guatemalteca. Che ha messo in scena, vivendolo sul proprio corpo, il genocidio del suo popolo e la violenza contro le donne. Ai Cantieri culturali alla Zisa fino al 28 giugno

A dare il benvenuto al visitatore è lei stessa: in primo piano su un maxi schermo, con voce raggelante recita testimonianze di sopravvissuti al genocidio avvenuto nel suo Paese, il Guatemala, mentre un dentista irrompe più volte nell'inquadratura per anestetizzarle la bocca e tentare di ammutolirla. E poi, avanzando dentro il padiglione bianchissimo, le foto delle sue performance più note si alternano a video, sculture e testi sospesi che raccontano l’intero percorso di quest’artista amante dello shock: Regina José Galindo, 41 anni, vincitrice nel 2005 del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia con il video di un intervento di imenoplastica effettuato direttamente sul suo corpo.