mercoledì 8 maggio 2013

I FIGLI RACCONTANO LE MADRI

Illustrazione di Valeria Petrone

I figli raccontano. Di ordinaria violenza tra le mura domestiche. Delle loro madri private di diritti e di ruolo. Lo rivela uno studio condotto tra Napoli, Palermo e Milano. Che disegna un'Italia che speravamo ormai estinta.

Un gruppo di bambini dagli 8 ai 12 anni osserva le immagini scorrere sullo schermo. È una lezione sui diritti umani. Appare un volto femminile con un occhio pesto e gli zigomi lividi. Un ragazzino rompe il silenzio: «Proprio come mamma!». Altri gli fanno eco: «Anche la mia!». «Quando non fa il suo dovere, papà gliele dà». «Mio padre dice che la picchia per insegnarle come funzionano le cose». Qualcuno ride. La violenza in casa è ordinaria, metabolizzata. Da discutere senza dolore né vergogna.

mercoledì 20 marzo 2013

ANCORA IN VIAGGIO NEL SAHARA



Finalmente. Dopo un tormentato lavoro sulla sceneggiatura (le interviste erano tantissime, tutte meravigliose, ma non era possibile farci un serial a puntate), il documentario JUST TO LET YOU KNOW THAT I’M ALIVE prende forma. Un video, ve lo ricordo, che non solo parla di donne saharawi, di violazioni dei diritti umani, dell'ultima colonia d'Africa, di violenza di genere, di guerre dimenticate.
Il documentario che firmo insieme all'amica Simona Ghizzoni è tante altre cose. Prima fra tutte, un esperimento (riuscito) di partecipazione "dal basso", come va di moda dire adesso.

lunedì 18 marzo 2013

PERCHÉ "TERMINATOR" SI È COSTITUITO?



Dall’agosto del 2006 era ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra, e per aver costretto a combattere nel suo esercito ribelle tanti bambini nemmeno quindicenni, strappandoli a forza dai loro villaggi dell’Ituri, la regione a nordest della Repubblica Democratica del Congo. Ma “Terminator”, secondo Human Rights Watch, sarebbe responsabile di altre atrocità, come stupri di massa e massacri di civili.
Il suo vero nome è Bosco Ntaganda, quarant’anni, una carriera paramilitare dentro al caos delle scorribande belliche nell’est del Congo. A Goma, il capoluogo del nord Kivu, la città principale nella zona orientale del grande Stato africano, lui continuava a girare libero, indisturbato. Nel 2011 si scrisse che aveva tentato di vendere oro a uomini d’affari nigeriani, francesi e americani che erano atterrati all’aeroporto internazionale di Goma con una valigetta carica di soldi per lui.

martedì 5 marzo 2013

IMPRESSIONI DA NOUAKCHOTT



Mauritania, febbraio e inizio marzo. Sei aerei, sabbia, capre.
Tanti incontri, sguardi mobili incrociati, storie ascoltate, risate e lacrime raccolte. Colori, soprattutto. Tutto da mettere in ordine, tentando come sempre che l'ordine non sia soltanto il mio, quello esterno, quello occidentale, ma che conservi le sue venature reali e accese, seppure non sempre a me comprensibili.
Per ora, musica. Mi porto a casa, insieme a molto altro, il cd di una cantante che mi sembra la Diamanda Galas del Sahel. Con qualcosa di Tina Turner, persino.
E la foto di una donna che non dimenticherò.