mercoledì 27 maggio 2015

LA GITA A NABLUS E IL CONCETTO DI RESILIENZA


Diari palestinesi/5.
Il cortile ampio e assolato, con l’edificio chiaro a due piani in arenaria e marmo di Carrara, si apre come un’inattesa oasi di pace nel via vai rumoroso della città vecchia. Nel XVII secolo, in piena epoca ottomana, Khan Al Wakala era un caravanserraglio che offriva riposo ai viaggiatori lungo la via dei commerci tra Damasco a Gerusalemme e ai pellegrini diretti alla Mecca. Allora Nablus, nell’attuale Cisgiordania palestinese, era una città florida e rinomata in tutto il Medio Oriente: fondata dai romani sotto Vespasiano, conquistata dagli arabi e poi dai crociati, distrutta e risorta, oggi con i suoi 140 mila abitanti è il principale centro urbano della Cisgiordania. E merita una visita, a cominciare dalla sua posizione incastonata tra i panoramici monti di Gerizim ed Ebal, una sessantina di chilometri a nord di Gerusalemme. 

lunedì 25 maggio 2015

"HO PORTATO IL BRASILE ALLA SBARRA PER MASCHILISMO"

Maria da Penha è il simbolo di tutte le donne brasiliane che hanno saputo ribellarsi alla violenza. Grazie alla sua battaglia legale, il Brasile si è dotato di una legge che punisce gli abusi di genere. L'ho incontrata a casa sua, a Fortaleza.

 
La donna che ha fatto condannare il Brasile per maschilismo ha unghie rosse curate, trucco leggero e occhi miti che tradiscono la fatica della battaglia. Da oltre trent’anni le sue gambe sono bloccate su una sedia a rotelle eppure l’hanno portata molto lontano perché lei, Maria da Penha, è oggi il simbolo di tutte le donne brasiliane che hanno saputo ribellarsi alla violenza. Porta il suo nome la legge approvata il 7 agosto 2006, la prima nella storia del Brasile a condannare gli abusi di genere – sessuali, fisici, psicologici – e a istituire delle questure apposite nell’intero e sconfinato territorio brasiliano. Questa signora di 67 anni ha raggiunto l’obiettivo presentando alla Commissione Interamericana per i diritti umani il suo terribile caso personale: un marito che prima l’ha privata dell’uso delle gambe, e dopo quasi 20 anni di impunità ha avuto una condanna irrisoria.

martedì 19 maggio 2015

NAWAL, L'ANGELO DEI PROFUGHI


Foto di Salvatore Cavalli
La prima volta era una fine estate del 2013. Il suo telefono squillò nel silenzio dell’alba. Dall’altro capo, una voce maschile urlava in arabo, trasfigurata dal vento e dal fragore del mare: “Siamo 500 persone, stiamo per affondare. Non vediamo nessuno vicino, nessuna nave mercantile. Ti prego Madame, chiama i soccorsi”. Da allora, la giovane “Madame” ha ricevuto un Sos al giorno dalle acque del Mediterraneo. E salvato almeno ventimila vite dal naufragio.

venerdì 8 maggio 2015

SAHARAWI, IL POPOLO CHE ASPETTA

Foto Giulio Di Meo
La storia del popolo Saharawi fa venire in mente Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati, solo con la speranza di un finale differente. Ma intanto non accade nulla e per decenni non si fa che attendere, stancamente, guardando l’orizzonte.
Anche qui c’è un deserto, ed è talmente infuocato d’estate e gelido d’inverno da meritarsi il nome di hammada, “il giardino del diavolo”. Sta nel sudovest dell’Algeria, dove circa 150mila saharawi vivono da rifugiati dal 1975, quando l’esercito marocchino occupò il loro Paese, il Sahara Occidentale, che era sotto il dominio spagnolo e resta a tutt’oggi l’ultima colonia d’Africa. 

lunedì 4 maggio 2015

MOTHERS. LA MOSTRA A MILANO

Inaugura mercoledì 6 maggio alle 18, alla Stazione Centrale di Milano (binario 21), la mostra Mothers. L'amore che cambia il mondo. Un progetto fotografico realizzato da Fabio Lovino per la ong WeWorld, al quale ho dato il mio piccolo contributo scrivendo tre reportage per il libro-catalogo (dal Brasile, dal Benin e da un quartiere di Napoli).
Il tema è la maternità, qui intesa come battaglia quotidiana di molte donne che desiderano per i figli un futuro diverso dal loro presente.
Il progetto, che sarà presentato lunedì 11 maggio alla Camera dei Deputati, ha ricevuto i patrocini del Senato, della Camera, del Comune di Milano e di Women for Expo. Tra gli sponsor: Ferrovie dello Stato, Grandi Stazioni, Ubi Banca e Canon.
Media Partner: Corriere della Sera, 27esima Ora e IO Donna.