martedì 9 dicembre 2014

SOLO PER FARTI SAPERE CHE SONO VIVA IN STREAMING

Zona è lieta di annunciare che il film Solo per farti sapere che sono viva, di Simona Ghizzoni ed Emanuela Zuccalà, a partire da martedì 9 dicembre sarà disponibile per il noleggio online al nostro canale Vimeo On Demand
Si potrà scegliere tra la versione con sottotitoli in italiano (https://vimeo.com/ondemand/25411) e quella in inglese (https://vimeo.com/ondemand/25785), noleggiando una visione di tre giorni a 5 dollari (4 euro), tramite carta di credito o PayPal. Presto vi offriremo anche le versioni in francese e arabo.
Speriamo così di accontentare tutte le persone e le associazioni che in questi mesi hanno espresso interesse ed entusiasmo per questo progetto.
Solo per farti sapere che sono viva è un film documentario che ripercorre la storia del popolo saharawi da un’inedita prospettiva femminile e intima. Attraverso le testimonianze di 12 protagoniste, la vicenda tormentata del Sahara Occidentale, l’ultima colonia d’Africa, emerge nei suoi tratti storici ma soprattutto nelle ferite lasciate nell’animo di queste donne da uno dei conflitti più dimenticati della nostra epoca. Elghalia, Aminatou, Degja e le altre, da vittime di torture e sparizioni forzate, hanno saputo trasformarsi in attiviste per l’indipendenza del loro popolo e in icone di pace.
 Dopo l’anteprima al Teatro Litta di Milano, il 24 novembre 2013 con We World-Intervita, Solo per farti sapere che sono viva è stato presentato ufficialmente al Nuovo Cinema Aquila di Roma l’8 marzo 2014. Da allora ha girato per tutta Italia con oltre 20 proiezioni, fra cui una al Senato della Repubblica in collaborazione con Amnesty International e il Robert F. Kennedy Center for Justice & Human Rights, ed è stato presentato in oltre dieci Paesi del mondo.
 Tra i festival internazionali ai quali ha partecipato, l’Africa World Documentary Film Festival (Nigeria, Camerun, Jamaica, Barbados) il FiSahara International Film Festival (Algeria), l’Aan Korb Film Festival della BBC a Londra
 Nell’ottobre 2014 il film ha vinto il Premio speciale della giuria al festival Annecy Cinéma Italien (Annecy, Francia) e la Special Mention al Margaret Mead Film Festival dell’American Museum of Natural History (New York City, USA)
All’inizio del 2015 sarà disponibile anche il Dvd del film, con sottotitoli in italiano, inglese e francese.
Se avete piacere di organizzare una proiezione nella vostra città, scriveteci all’indirizzo info@zona.org



 Mai ho pensato di cessare la mia lotta per il fatto di essere madre.
Se io ho sofferto, e la mia generazione ha sofferto,
 io devo lottare affinché i nostri figli vivano in pace, con dignità.
 Persino senza madre.
 Ma non possono vivere senza dignità.
 Possono vivere da orfani; possono battersi contro la vita, se hanno la dignità.
 Ma senza dignità nessuno può vivere
 e non vale nulla.
 Aminatou Haidar*, da Solo per farti sapere che sono viva
 * Vittima di sparizione forzata dal 1987 al 1991.
 Premio Robert F. Kennedy per i diritti umani.
- See more at: http://www.zona.org/noleggio-online-solo-per-farti-sapere-che-sono-viva/#sthash.8xILCLwz.dpuf
Zona è lieta di annunciare che il film Solo per farti sapere che sono viva, di Simona Ghizzoni ed Emanuela Zuccalà, a partire da martedì 9 dicembre sarà disponibile per il noleggio online al nostro canale Vimeo On Demand
Si potrà scegliere tra la versione con sottotitoli in italiano (https://vimeo.com/ondemand/25411) e quella in inglese (https://vimeo.com/ondemand/25785), noleggiando una visione di tre giorni a 5 dollari (4 euro), tramite carta di credito o PayPal. Presto vi offriremo anche le versioni in francese e arabo.
Speriamo così di accontentare tutte le persone e le associazioni che in questi mesi hanno espresso interesse ed entusiasmo per questo progetto.
Solo per farti sapere che sono viva è un film documentario che ripercorre la storia del popolo saharawi da un’inedita prospettiva femminile e intima. Attraverso le testimonianze di 12 protagoniste, la vicenda tormentata del Sahara Occidentale, l’ultima colonia d’Africa, emerge nei suoi tratti storici ma soprattutto nelle ferite lasciate nell’animo di queste donne da uno dei conflitti più dimenticati della nostra epoca. Elghalia, Aminatou, Degja e le altre, da vittime di torture e sparizioni forzate, hanno saputo trasformarsi in attiviste per l’indipendenza del loro popolo e in icone di pace.
 Dopo l’anteprima al Teatro Litta di Milano, il 24 novembre 2013 con We World-Intervita, Solo per farti sapere che sono viva è stato presentato ufficialmente al Nuovo Cinema Aquila di Roma l’8 marzo 2014. Da allora ha girato per tutta Italia con oltre 20 proiezioni, fra cui una al Senato della Repubblica in collaborazione con Amnesty International e il Robert F. Kennedy Center for Justice & Human Rights, ed è stato presentato in oltre dieci Paesi del mondo.
 Tra i festival internazionali ai quali ha partecipato, l’Africa World Documentary Film Festival (Nigeria, Camerun, Jamaica, Barbados) il FiSahara International Film Festival (Algeria), l’Aan Korb Film Festival della BBC a Londra
 Nell’ottobre 2014 il film ha vinto il Premio speciale della giuria al festival Annecy Cinéma Italien (Annecy, Francia) e la Special Mention al Margaret Mead Film Festival dell’American Museum of Natural History (New York City, USA)
All’inizio del 2015 sarà disponibile anche il Dvd del film, con sottotitoli in italiano, inglese e francese.
Se avete piacere di organizzare una proiezione nella vostra città, scriveteci all’indirizzo info@zona.org



 Mai ho pensato di cessare la mia lotta per il fatto di essere madre.
Se io ho sofferto, e la mia generazione ha sofferto,
 io devo lottare affinché i nostri figli vivano in pace, con dignità.
 Persino senza madre.
 Ma non possono vivere senza dignità.
 Possono vivere da orfani; possono battersi contro la vita, se hanno la dignità.
 Ma senza dignità nessuno può vivere
 e non vale nulla.
 Aminatou Haidar*, da Solo per farti sapere che sono viva
 * Vittima di sparizione forzata dal 1987 al 1991.
 Premio Robert F. Kennedy per i diritti umani.
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Zona è lieta di annunciare che il film Solo per farti sapere che sono viva, di Simona Ghizzoni ed Emanuela Zuccalà, a partire da martedì 9 dicembre sarà disponibile per il noleggio online al nostro canale Vimeo On Demand
Si potrà scegliere tra la versione con sottotitoli in italiano (https://vimeo.com/ondemand/25411) e quella in inglese (https://vimeo.com/ondemand/25785), noleggiando una visione di tre giorni a 5 dollari (4 euro), tramite carta di credito o PayPal. Presto vi offriremo anche le versioni in francese e arabo.
Speriamo così di accontentare tutte le persone e le associazioni che in questi mesi hanno espresso interesse ed entusiasmo per questo progetto.
Solo per farti sapere che sono viva è un film documentario che ripercorre la storia del popolo saharawi da un’inedita prospettiva femminile e intima. Attraverso le testimonianze di 12 protagoniste, la vicenda tormentata del Sahara Occidentale, l’ultima colonia d’Africa, emerge nei suoi tratti storici ma soprattutto nelle ferite lasciate nell’animo di queste donne da uno dei conflitti più dimenticati della nostra epoca. Elghalia, Aminatou, Degja e le altre, da vittime di torture e sparizioni forzate, hanno saputo trasformarsi in attiviste per l’indipendenza del loro popolo e in icone di pace.
 Dopo l’anteprima al Teatro Litta di Milano, il 24 novembre 2013 con We World-Intervita, Solo per farti sapere che sono viva è stato presentato ufficialmente al Nuovo Cinema Aquila di Roma l’8 marzo 2014. Da allora ha girato per tutta Italia con oltre 20 proiezioni, fra cui una al Senato della Repubblica in collaborazione con Amnesty International e il Robert F. Kennedy Center for Justice & Human Rights, ed è stato presentato in oltre dieci Paesi del mondo.
 Tra i festival internazionali ai quali ha partecipato, l’Africa World Documentary Film Festival (Nigeria, Camerun, Jamaica, Barbados) il FiSahara International Film Festival (Algeria), l’Aan Korb Film Festival della BBC a Londra
 Nell’ottobre 2014 il film ha vinto il Premio speciale della giuria al festival Annecy Cinéma Italien (Annecy, Francia) e la Special Mention al Margaret Mead Film Festival dell’American Museum of Natural History (New York City, USA)
All’inizio del 2015 sarà disponibile anche il Dvd del film, con sottotitoli in italiano, inglese e francese.
Se avete piacere di organizzare una proiezione nella vostra città, scriveteci all’indirizzo info@zona.org



 Mai ho pensato di cessare la mia lotta per il fatto di essere madre.
Se io ho sofferto, e la mia generazione ha sofferto,
 io devo lottare affinché i nostri figli vivano in pace, con dignità.
 Persino senza madre.
 Ma non possono vivere senza dignità.
 Possono vivere da orfani; possono battersi contro la vita, se hanno la dignità.
 Ma senza dignità nessuno può vivere
 e non vale nulla.
 Aminatou Haidar*, da Solo per farti sapere che sono viva
 * Vittima di sparizione forzata dal 1987 al 1991.
 Premio Robert F. Kennedy per i diritti umani.
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Si potrà scegliere tra la versione con sottotitoli in italiano (https://vimeo.com/ondemand/25411) e quella in inglese (https://vimeo.com/ondemand/25785), noleggiando una visione di tre giorni a 5 dollari (4 euro), tramite carta di credito o PayPal. Presto vi offriremo anche le versioni in francese e arabo.
Speriamo così di accontentare tutte le persone e le associazioni che in questi mesi hanno espresso interesse ed entusiasmo per questo progetto.
Solo per farti sapere che sono viva è un film documentario che ripercorre la storia del popolo saharawi da un’inedita prospettiva femminile e intima. Attraverso le testimonianze di 12 protagoniste, la vicenda tormentata del Sahara Occidentale, l’ultima colonia d’Africa, emerge nei suoi tratti storici ma soprattutto nelle ferite lasciate nell’animo di queste donne da uno dei conflitti più dimenticati della nostra epoca. Elghalia, Aminatou, Degja e le altre, da vittime di torture e sparizioni forzate, hanno saputo trasformarsi in attiviste per l’indipendenza del loro popolo e in icone di pace.
 Dopo l’anteprima al Teatro Litta di Milano, il 24 novembre 2013 con We World-Intervita, Solo per farti sapere che sono viva è stato presentato ufficialmente al Nuovo Cinema Aquila di Roma l’8 marzo 2014. Da allora ha girato per tutta Italia con oltre 20 proiezioni, fra cui una al Senato della Repubblica in collaborazione con Amnesty International e il Robert F. Kennedy Center for Justice & Human Rights, ed è stato presentato in oltre dieci Paesi del mondo.
 Tra i festival internazionali ai quali ha partecipato, l’Africa World Documentary Film Festival (Nigeria, Camerun, Jamaica, Barbados) il FiSahara International Film Festival (Algeria), l’Aan Korb Film Festival della BBC a Londra
 Nell’ottobre 2014 il film ha vinto il Premio speciale della giuria al festival Annecy Cinéma Italien (Annecy, Francia) e la Special Mention al Margaret Mead Film Festival dell’American Museum of Natural History (New York City, USA)
All’inizio del 2015 sarà disponibile anche il Dvd del film, con sottotitoli in italiano, inglese e francese.
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 Mai ho pensato di cessare la mia lotta per il fatto di essere madre.
Se io ho sofferto, e la mia generazione ha sofferto,
 io devo lottare affinché i nostri figli vivano in pace, con dignità.
 Persino senza madre.
 Ma non possono vivere senza dignità.
 Possono vivere da orfani; possono battersi contro la vita, se hanno la dignità.
 Ma senza dignità nessuno può vivere
 e non vale nulla.
 Aminatou Haidar*, da Solo per farti sapere che sono viva
 * Vittima di sparizione forzata dal 1987 al 1991.
 Premio Robert F. Kennedy per i diritti umani.
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Speriamo così di accontentare tutte le persone e le associazioni che in questi mesi hanno espresso interesse ed entusiasmo per questo progetto.


Solo per farti sapere che sono viva è un film documentario che ripercorre la storia del popolo saharawi da un’inedita prospettiva femminile e intima. Attraverso le testimonianze di 12 protagoniste, la vicenda tormentata del Sahara Occidentale, l’ultima colonia d’Africa, emerge nei suoi tratti storici ma soprattutto nelle ferite lasciate nell’animo di queste donne da uno dei conflitti più dimenticati della nostra epoca. Elghalia, Aminatou, Degja e le altre, da vittime di torture e sparizioni forzate, hanno saputo trasformarsi in attiviste per l’indipendenza del loro popolo e in icone di pace.

mercoledì 3 dicembre 2014

"I 43 STUDENTI MESSICANI NON SONO MORTI"


Da vent’anni, Leticia Gutiérrez Valderrama cammina al fianco di un popolo in fuga: 400 mila uomini e donne che, ogni anno, si nascondono nei vagoni della “bestia”, il treno merci che attraversa tutto il Messico verso gli Stati Uniti. Quasi cinquemila chilometri dal confine nord del Guatemala fino al sueño americano, che questa massa di migranti dal Centro America percorre per scappare da povertà e violenze, ritrovandosi su un tragitto lastricato da trafficanti di esseri umani e da polizia corrotta: secondo le stime della società civile messicana, in ventimila vengono sequestrati dai cartelli criminali, che dalla tratta di uomini ricavano la loro terza fonte di reddito, dopo armi e droga.
Nell’agosto del 2010, il mondo è inorridito di fronte alla foto di 72 cadaveri trovati in una fattoria a San Fernando, nello Stato di Tamaulipas, ma la brutalità che scuote il Messico è presto ripiombata nel cono d’ombra delle cronache. Fino a oggi, con la scomparsa dei 43 studenti a Iguala, nello Stato di Guerrero, sulla cui sorte non s’è ancora fatta luce.

lunedì 1 dicembre 2014

L'OBIETTIVO DELLE DONNE

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Stephanie Sinclair, Too Young to Wed

Nujood Ali sorride radiosa e, nel gesto di aggiustarsi il velo rosso sul capo, sembra accingersi a sventolarlo come la bandiera della sua vittoria. Data in moglie a soli 9 anni a un uomo adulto, la piccola yemenita ha avuto il coraggio di ribellarsi, di chiedere il divorzio e tornare libera a godersi la sua infanzia, diventando un volto simbolo di speranza per tutte le spose bambine del mondo.
Il ritratto della sua felicità riconquistata, a firma della fotografa StephanieSinclair, ha fatto il giro del globo, è stato utilizzato dall'Onu per una campagna contro i matrimoni precoci ed è anche stato scelto come manifesto di una mostra tutta al femminile: Women of Vision, a Palazzo Madama a Torino fino all’11 gennaio, promossa dalla Fondazione Torino Musei e dalla rivista National Geographic Italia.

venerdì 21 novembre 2014

LA REGINETTA CORAGGIOSA



Elezione di Miss Mondo, 1998. La diciottenne israeliana Linor Abargil, luminosa in abito bianco, riceve la corona sui ricci color rame piange, ma le sue lacrime celano un riflesso sinistro. Non è uno scoppio di gioia: è un effluvio di sofferenza.
Poche settimane prima, la giovane è stata violentata a Milano, dove lavorava come modella, da un agente di viaggio israeliano che l’ha minacciata con un coltello legandole le mani, brutalizzandola a lungo e quasi soffocandola con una busta di plastica.
«In quel momento la tua anima non c’è più. Sei solo un corpo» è la frase di ghiaccio che apre il film Brave Miss World, co-prodotto da Sharon Stone e diretto da Cecilia Peck, figlia dell’attore Gregory Peck. Un documentario che accompagna l’ex Miss Mondo nel lento ritorno alla vita: il suo coraggio di portare alla sbarra l’aguzzino, scatenando un processo che in Israele provocò scalpore e un aumento delle denunce per stupro; l’isolamento nell’affetto della famiglia per ritrovare se stessa; il rifugio nella religione. E finalmente, dal 2008, la sua battaglia per aiutare altre vittime, in tutto il mondo, a uscire dal silenzio.