martedì 23 giugno 2015

IL BENESSERE SOCIALE A MISURA DI DONNE E BAMBINI

Fortaleza, Brasile, favela di Conjunto Palmeiras, marzo 2015.

Per la prima volta, una ricerca mette in relazione i diritti dell’infanzia e la parità di genere per misurare la qualità di vita in 167 Paesi del mondo. E l’Italia ne esce con molte ombre.

Per misurare il benessere di una società, la qualità di vita e le opportunità che offre ai suoi cittadini, bisogna osservare le donne e i bambini: sono loro le cartine di tornasole per leggere il presente e pianificare gli interventi futuri. È la premessa, del tutto nuova, di una corposa ricerca che questa mattina la ong WeWorld ha presentato al ministero degli Esteri. Si chiama WeWorld Index 2015 e, attraverso 34 indicatori suddivisi per 7 grandi temi (dalla salute all’educazione, dalla situazione ambientale all’accesso all’informazione), stabilisce un’interconnessione tra i diritti dell’infanzia e la parità di genere, allo scopo di disegnare il quadro delle condizioni di vita in 167 Paesi del mondo.

venerdì 12 giugno 2015

UN SEME PUÒ SALVARE IL MONDO



"Mentre le multinazionali affamano il pianeta, le donne che lavorano nei campi producono tanto con poco" dice Vandana Shiva.
A tu per tu con la studiosa indiana che coniuga ecologia e femminismo

L’inseparabile sari colorato, l’abito tradizionale indiano, avvolge di un’eleganza senza tempo questa signora vivace e facile al sorriso. Ma di Vandana Shiva ti colpisce prima di tutto lo sguardo: limpido, aperto, ricco del fascino dei grandi visionari. E lei, parlandoti, ti guarda dritto negli occhi come se avesse già intercettato la tua anima.
Incontriamo l’icona dell’ambientalismo mondiale alla Libreria delle Donne di Milano: una pausa tutta al femminile tra gli eventi che l’hanno portata a Expo 2015 in veste di ambasciatrice dell’agricoltura familiare, rispettosa dei cicli della natura, della varietà dei semi e della dignità delle persone, contrapposta alle multinazionali che impongono monocolture, Ogm e chimica “puntando solo al profitto e affamando il mondo con i brevetti”, denuncia Vandana.

giovedì 4 giugno 2015

L'ARTE ESTREMA DI REGINA JOSÉ GALINDO


A Palermo, la mostra antologica Estoy viva ripercorre le più scioccanti performance dell'artista guatemalteca. Che ha messo in scena, vivendolo sul proprio corpo, il genocidio del suo popolo e la violenza contro le donne. Ai Cantieri culturali alla Zisa fino al 28 giugno

A dare il benvenuto al visitatore è lei stessa: in primo piano su un maxi schermo, con voce raggelante recita testimonianze di sopravvissuti al genocidio avvenuto nel suo Paese, il Guatemala, mentre un dentista irrompe più volte nell'inquadratura per anestetizzarle la bocca e tentare di ammutolirla. E poi, avanzando dentro il padiglione bianchissimo, le foto delle sue performance più note si alternano a video, sculture e testi sospesi che raccontano l’intero percorso di quest’artista amante dello shock: Regina José Galindo, 41 anni, vincitrice nel 2005 del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia con il video di un intervento di imenoplastica effettuato direttamente sul suo corpo.

mercoledì 3 giugno 2015

TUTTE LE DONNE DI VANDANA SHIVA

 
Su Donna Moderna di questa settimana, intervisto l'ambientalista e femminista Vandana Shiva sui temi di Expo 2015. E sul perché le donne siano le massime esperte mondiali di pratiche economiche che consentono di produrre tanto con poco.
Un incontro importante, da annoverare tra le "donne che vorreste conoscere".

mercoledì 27 maggio 2015

LA GITA A NABLUS E IL CONCETTO DI RESILIENZA


Diari palestinesi/5.
Il cortile ampio e assolato, con l’edificio chiaro a due piani in arenaria e marmo di Carrara, si apre come un’inattesa oasi di pace nel via vai rumoroso della città vecchia. Nel XVII secolo, in piena epoca ottomana, Khan Al Wakala era un caravanserraglio che offriva riposo ai viaggiatori lungo la via dei commerci tra Damasco a Gerusalemme e ai pellegrini diretti alla Mecca. Allora Nablus, nell’attuale Cisgiordania palestinese, era una città florida e rinomata in tutto il Medio Oriente: fondata dai romani sotto Vespasiano, conquistata dagli arabi e poi dai crociati, distrutta e risorta, oggi con i suoi 140 mila abitanti è il principale centro urbano della Cisgiordania. E merita una visita, a cominciare dalla sua posizione incastonata tra i panoramici monti di Gerizim ed Ebal, una sessantina di chilometri a nord di Gerusalemme.